giovedì 14 gennaio 2016

Diario di una scrittrice: Quello che sono



Capita che mi guardo allo specchio e che mi accorgo di non vedere più ciò che vi osservavo anche solo qualche anno fa. Non trovo più la ragazza bionda con i capeeli lunghi, il viso fine, il fisico esile, truccata e curata. E poi capita che mi guardo dentro e non ritrovo più nemmeno lì quello che ero. E' cambiato il modo di vedere, di affrontare le cose, lo spirito e la forza. La guerriera che avevo dentro sembra quasi sconfitta, fuggita e repressa. Non che non abbia più volta di lottare, ma la reazionaria si è calmata e le le lacrime sono salite di livello e premono più spesso contro gli occhi: basta un niente per farle sgorgare. 
Conto i successi e accatasto gli sbagli, senza rimpianti ma con qualche remora sì, per le scelte sbagliate e le rinunce. I sogni no, quelli continuano a volare ma devo metterci più attenzione nel ricordarmi di fargli vento perchè non planino, schiantandosi al suolo. 
 E così mi scopro a desiderare, per pochi istanti, di tornare piccola, con tutta la vita davanti, con gli occhi che brillano davanti a un'albero di natale, con la voglia di giocare e di ridere, con ancora tutto da scoprire. Poi mi volto e trovo i miei figli e tutto passa, anche quel piccolo desiderio e lo lascio volare via perchè adesso tocca a loro. Rifletto e mi rendo conto che sì, sono diversa ma che questo non significa che sia peggio. Semplicemente il mio ruolo è cambiato. Non sono più io la farfalla, ma loro: io sono il fiore dove possono posarsi a riposare, dove trovare rifugio e cibo, il loro angolo sicuro e dove sentirsi liberi di ridere e piangere, sentirsi importanti e avere paure, dove trovare le risposte, un fazzoletto e un abbraccio. Un cerchietto fatto solo d'amore. 
E così lo specchio non mi serve più. Sono loro il mio specchio perchè riflettono ciò che riesco a costruire impegnandomi ogni giorno per regalargli un sorriso.

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