sabato 9 gennaio 2016

Diario di una scrittrice: Più idee che tempo




"Più idee che tempo", è lo slogan riuscito di molti gadget da appendere per ricordare, a quelli come me, il loro casino interiore. Ed infatti è proprio di casino che si tratta. E' una questione di organizzazione mentale che va in crash come un sistema operativo perchè pretendi di fare, imparare, organizzare e mettere insieme mille cose in un lasso di tempo limitato rispetto a quello che ci vorrebbe per realizzare davvero quella mole di progetti. E così ti sembra che 24 ore siano poche, quasi ingiuste.
Lo so, può sembrare sbagliato, ma a me il tempo non basta: ecco l'ho detto. A volte sogno un giratempo, come quello sfoggiato dal personaggio di Hermione Granger in una delle storie dell'amatissima saga di Harry Potter. Un aggeggio fantastico che, secondo me, verrebbe acquistato più dei cellulari. Ma vi immaginate cosa vorrebbe dire poter riavvolgere il tempo per imparare e creare il doppio, il triplo e ritrascorrere la stessa giornata quante volte vuoi? Io lo impiegherei per lavorare, poi di nuovo per giocare con i miei figli, poi per scrivere, poi per imparare e per creare cose.... Un'esagerazione, la vita così non andrebbe mai avanti, ma ogni tanto mi piacerebbe stringere davvero quell'aggeggio tra le dita per poter fare tutto quello che entra nella mia mente entusiasmandola senza togliere tempo alle cose di tutti i giorni e a quelli che mi stanno intorno. Certo non utilizzerei questa opportunità per riparare agli errori, quello è un confine da non varcare: gli errori fanno parte di noi, del nostro bagaglio, di quello che eravamo, siamo e saremo, quindi niente sconti, ripensamenti o rimpianti.
Però purtroppo niente giratempo, quindi posso solo continuare ad inseguire l'orologio, i progetti e i sogni, correndo e correndo. Adoro avere delle idee e ancora di più realizzarle, anche se non ci riesco mai con tutte. Mi fa sentire viva, impegnata e soddisfatta ogni volta che ottengo un risultato.
Prima o poi mi fermerò, non so quando, ma spero mai. In fondo: chi si ferma è perduto.

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