giovedì 26 giugno 2014

Agharti o Agharta

 Durante la loro avventura Spilla e Liam si recano ad Agharta la città inaccessibile. Ma cos'è esattamente questo luogo misterioso?


 Agharti o Agharta è un leggendario regno sotterraneo il cui cuore si troverebbe sotto l'Asia Centrale, tra le montagne del Nepal e il deserto del Gobi. Il vasto territorio del Regno si estenderebbe con caverne e cunicoli in tutto il mondo. Nella capitale Shambhalla o "Città di Smeraldo" si racconta risiedano il Re del Mondo, i saggi  e gli spiriti Pandita. Il centro del Regno sorgebbe sopra l'incrocio delle correnti terrestri e sarebbe il fulcro della Ruota della vita cui è legato il destino dell'umanità.
Solo pochissimi Arhat (illuminati) vi hanno accesso e gli ingressi sono sparsi in varie parti del pianeta. Per evitare che il male possa invaderla è tenuta isolata dal mondo in superficie attraverso vibrazioni che offuscherebbero la mente rendendo invisibili le porte di accesso.
Esiste un unico popolo nato nelle profondità di Agharti e ora vive in superficie quello dei Gitani. Si racconta che furono cacciati dal Regno ma che ancora ne conservano la memoria genetica e lo proverebbe il loro vagabondaggio infinito alla ricerca di quella patria che non potranno mai rivedere e alcune doti magiche, come quella di predire il futuro leggendo la mano.

Il regno di Agharti sarebbe separato da una cintura di montagne e diviso in otto parti all'interno delle quali si contano settantasei regni e illuminato da un sole fumoso. 
Lo ritroviamo in numerose culture e tradizioni e in diversi racconti primo di tutti "Il Dio Fumoso" di Willis George Emerson, biografia di un marinaio originario della Norvegia che attraverso un'apertura sita al polo nord, entra e vive per due anni con il popolo del regno sotterraneo.

Ma come vivono gli abitanti di Agharti?
Gli abitanti di Agharti parlano la lingua Vatannan , il linguaggio da cui deriva la primitiva lingua Indo-europea. Vivono in edifici di luce materializzata e non esistono carceri né polizia: chi commette un crimine è punito dalla consapevolezza della propria coscienza.
Nei templi si trovano oggetti dagli straordinari poteri e immense biblioteche analoghe. È impossibile portare libri fuori da Agharti: chi ne esce deve contare soltanto sulla propria memoria.

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